E’ la prima volta che nella storia democratica della Città di

Reggio Emilia,


si registra l’elezione di una cittadina figlia di questa Città ma le cui radici affondano nell'altra riva del Mediterraneo.



Lo reputo un risultato collettivo e non individuale.:
Reggio Emilia è speciale: si è distinta spesso per la sua storia, per i suoi valori e per le sue battaglie che da un livello locale hanno incrociato la storia dell’Italia. E questa elezione ne è la dimostrazione, rende effettiva la partecipazione di numerosi cittadini di origine straniera che in me vivono una forma di riscatto sociale e culturale, l’idea di dir che n’è valsa davvero la pena.
Però non è solo questo, è tanto altro. Durante la campagna ho raccolto spesso le speranze e i desideri di molti cittadini Reggiani che in un’epoca dettata da una crescente Paura per tutto ciò che è diverso da sé, Vogliano sentirsi rassicurati nel crescere le future generazioni in una città aperta ed accogliente, antifascista, inclusiva, solidale, pacifista dove tutti i cittadini sono uguali in diritti e identici doveri, oltre ogni provenienza.
Proprio per questo penso che le parole abbiano un loro peso, oltre che significato, e spesso definiscono la traiettoria personale degli individui, per cui se l’intento è quello di rafforzare il sentimento di coesione sociale e culturale in quanto comunità plurale, è necessario ridurre lo spazio di distanza, creato spesso da parole che allontanano.
A Reggio Emilia la presenza di cittadini con origini straniere è del 17% e a prescindere dalla loro origine o fede, son cittadini che hanno a che fare con tutti i servizi e tutte le politiche che intercetta la nostra Città. Siamo alla seconda e terza generazione di cittadini migranti tanto è vero che i nidi e le scuole d’infanzia, le scuole di ogni ordine e grado sono una cartina tornasole dello spaccato reale della società. Ecco perché l’approccio interculturale è una visione che va vissuta da tutti noi come un asse trasversale: Non dobbiamo soffermarci facendo ZOOM pensando ai cittadini migranti come ad una mera utenza da accogliere, ma cerchiamo tutti di fare GRANDANGOLO vivendoli come cittadini portatori di una ricchezza culturale linguistica e spirituale da riconoscere e valorizzare. Sono di fatto portatori SANI DI INTERCULTURA e possono essere realmente una risorsa per il territorio da cui trarre vantaggio.
In questa prospettiva diventa fondamentale il ruolo della scuola e delle politiche educative, partecipazione. Il ruolo delle politiche di pari opportunità, il valore culturale che si vuole attribuire a queste comunità che da un mondo sommerso vanno fatte emergere e valorizzate. Il ruolo di costruttori di ponti che si vuole far giocare alle nuove generazioni cresciute qui!
Concludo con l'articolo 3 della Costituzione italiana a me tanto caro che tengo come punto di riferimento,
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla Legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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